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Antigone
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diritti
1 aprile 2011
Giocare con le parole sulla vita delle persone

Gentile Direttore,

una breve replica sulla questione delle gite dei bambini disabili, vista la delicatezza del tema, mi sembra d’obbligo.

1. Leggendo il volantino di progettoCologno, che avete a disposizione, si evince chiaramente che non abbiamo mai affermato – come avete riportato nell’articolo – che le testuali parole dell’assessore Boschi sarebbero state “i ragazzi disabili non possono pretendere di fare gite di più giorni senza contribuire alle spese per l’assistente educatore”. Le parole pronunciate dall’assessore, da me appuntate durante la seduta consiliare (ma sono abbastanza stenografica nel prendere appunti, pur avendo precisato sul volantino che non si tratta di un verbale), sono state attentamente contestualizzate e riportate tra virgolette in corsivo. Peraltro, corrispondono esattamente a quanto ribadisce l’assessore Boschi sul vostro giornale: “Se le famiglie dei disabili consumano il monte ore dei voucher in gita, rischiano di rimanere senza assistente educatore per le altre attività”. Che l’assessore mi accusi di decontestualizzare le sue parole e di manipolarle sarebbe ridicolo, se il tema non fosse tanto delicato e se le sue parole non andassero a incidere sulla vita delle persone. Perché a questo stiamo assistendo: qui si gioca con le parole sulla vita delle persone. Che cosa significa, infatti, che se le famiglie consumano il monte ore dei voucher di assistenza per la gita non potranno usare i voucher per altre attività? Significa nello specifico due cose: a) o i disabili non faranno gite di più giorni, evitando così di “consumare” il monte ore di assistenza (come se essere disabili corrispondesse a un pacchetto di ore di assistenza, consumate le quali si torna ad essere normali); b) oppure contribuiscono a pagare l’assistente educatore. Ecco perché abbiamo titolato il nostro volantino in maniera esplicita “Sei disabile? Pagati l’assistente educatore se vuoi andare in gita”: il succo delle “belle parole” dell’assessore – scandalizzata per le affermazioni contenute nel volantino, ma senza problemi nel ripeterle uguali, non comprendendo neppure che sta dicendo proprio quello di cui è da noi accusata – è proprio questo. Basta fare una semplice domanda all’assessore: dunque, se i genitori non devono consumare il monte ore voucher per le gite, chi pagherà l’assistente educatore ai disabili durante le gite di più giorni?

2. Sfido l’assessore, una volta che avrà il verbale della seduta consiliare tra le sue mani, a trovare una inesattezza nel nostro volantino. Sarà difficile, visto che lei stessa ribadisce ciò che abbiamo scritto, come ho mostrato sopra. Piuttosto, dovrebbe avere il coraggio delle proprie parole e delle conseguenti azioni: è facile fare affermazioni del genere in Consiglio comunale, dove non ci sono mai più di dieci spettatori, ma difficile è sostenerle davanti alla collettività, quando questa viene messa al corrente di ciò che è stato detto.

3. Per tutti questi motivi, rispedisco al mittente le accuse di scarsa onestà intellettuale, invitando l’assessore a evitare di scadere nella polemica personale, come ha spesso fatto con la sottoscritta in questi anni, e a dare risposte concrete ai diritti delle persone più fragili che appartengono alla nostra comunità.

Buon lavoro e cordiali saluti,

Chiara Drago, consigliera comunale di minoranza e candidata sindaco per progettoCologno




permalink | inviato da Antigone il 1/4/2011 alle 9:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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Chiara Drago

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