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Antigone
Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
spettacoli
18 aprile 2011
Mamma, li Komunisti!
Da ieri non so più chi sono: mi sento come Vitangelo Moscarda, protagonista dell'opera di Pirandello Uno, nessuno e centomila, che si sveglia una mattina e scopre di avere il naso leggermente storto, cosa di cui non si era mai reso conto, e piomba in una crisi di identità. Ieri mattina ho letto il volantino della Lega, nel quale si dice che le altre liste non hanno il coraggio "di mostrare il loro vero volto". Quale sarà, mi chiedo quindi, il mio volto vero?



Apprendo poi che "i Komunisti (sic) si nascondono dietro la fantomatica (sic) lista "Progetto Cologno"".
I Komunisti?
1985: Gorbaciov divenne segretario del PCUS, inaugurando la Perestrojka. All'epoca accolsi con tutti gli onori il giovane segretario dei Komunisti sovietici, Josip Dragov, che era ancora commestibile.



Nel novembre 1989 crollò il muro di Berlino: fu la fine di un'epoca e di un'ideologia. Avevo 7 anni! Cari leghisti, amministrate da 14 anni (da quando io ne avevo 15 e ancora non potevo votare) e nel vostro volantino non trovate di meglio da fare che attaccare le altre liste! Devo ricordarvi che siete al governo (a Cologno, in Italia), non all'opposizione? Le accuse fatte al nostro gruppo, poi, fanno davvero ridere: 6 su 13 dei candidati sono nati negli anni '80 e '90. Il comunismo è finito nell'89, nel '91 se proprio vogliamo esagerare.
Fateci il piacere di parlare di contenuti e di programmi: vorremmo sapere quali altri incubi toccheranno al nostro paese. Ci amministrerete cementificando, garantendo i poteri forti, gli amici, attaccandovi alle poltrone con una voracità peggiore di quella dei vituperati democristiani, svendendo il patrimonio comunale, favorendo parenti e compagne nella maniera più spudorata e palese?
Ricordatecelo bene, in modo che il 15 e 16 maggio potremo chiudere con tutto questo e offrire una storia nuova al nostro paese!
diritti
1 aprile 2011
Giocare con le parole sulla vita delle persone

Gentile Direttore,

una breve replica sulla questione delle gite dei bambini disabili, vista la delicatezza del tema, mi sembra d’obbligo.

1. Leggendo il volantino di progettoCologno, che avete a disposizione, si evince chiaramente che non abbiamo mai affermato – come avete riportato nell’articolo – che le testuali parole dell’assessore Boschi sarebbero state “i ragazzi disabili non possono pretendere di fare gite di più giorni senza contribuire alle spese per l’assistente educatore”. Le parole pronunciate dall’assessore, da me appuntate durante la seduta consiliare (ma sono abbastanza stenografica nel prendere appunti, pur avendo precisato sul volantino che non si tratta di un verbale), sono state attentamente contestualizzate e riportate tra virgolette in corsivo. Peraltro, corrispondono esattamente a quanto ribadisce l’assessore Boschi sul vostro giornale: “Se le famiglie dei disabili consumano il monte ore dei voucher in gita, rischiano di rimanere senza assistente educatore per le altre attività”. Che l’assessore mi accusi di decontestualizzare le sue parole e di manipolarle sarebbe ridicolo, se il tema non fosse tanto delicato e se le sue parole non andassero a incidere sulla vita delle persone. Perché a questo stiamo assistendo: qui si gioca con le parole sulla vita delle persone. Che cosa significa, infatti, che se le famiglie consumano il monte ore dei voucher di assistenza per la gita non potranno usare i voucher per altre attività? Significa nello specifico due cose: a) o i disabili non faranno gite di più giorni, evitando così di “consumare” il monte ore di assistenza (come se essere disabili corrispondesse a un pacchetto di ore di assistenza, consumate le quali si torna ad essere normali); b) oppure contribuiscono a pagare l’assistente educatore. Ecco perché abbiamo titolato il nostro volantino in maniera esplicita “Sei disabile? Pagati l’assistente educatore se vuoi andare in gita”: il succo delle “belle parole” dell’assessore – scandalizzata per le affermazioni contenute nel volantino, ma senza problemi nel ripeterle uguali, non comprendendo neppure che sta dicendo proprio quello di cui è da noi accusata – è proprio questo. Basta fare una semplice domanda all’assessore: dunque, se i genitori non devono consumare il monte ore voucher per le gite, chi pagherà l’assistente educatore ai disabili durante le gite di più giorni?

2. Sfido l’assessore, una volta che avrà il verbale della seduta consiliare tra le sue mani, a trovare una inesattezza nel nostro volantino. Sarà difficile, visto che lei stessa ribadisce ciò che abbiamo scritto, come ho mostrato sopra. Piuttosto, dovrebbe avere il coraggio delle proprie parole e delle conseguenti azioni: è facile fare affermazioni del genere in Consiglio comunale, dove non ci sono mai più di dieci spettatori, ma difficile è sostenerle davanti alla collettività, quando questa viene messa al corrente di ciò che è stato detto.

3. Per tutti questi motivi, rispedisco al mittente le accuse di scarsa onestà intellettuale, invitando l’assessore a evitare di scadere nella polemica personale, come ha spesso fatto con la sottoscritta in questi anni, e a dare risposte concrete ai diritti delle persone più fragili che appartengono alla nostra comunità.

Buon lavoro e cordiali saluti,

Chiara Drago, consigliera comunale di minoranza e candidata sindaco per progettoCologno




permalink | inviato da Antigone il 1/4/2011 alle 9:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
diritti
17 marzo 2011
Sei disabile? Pagati l'educatore se vuoi andare in gita

È difficile descrivere un Consiglio comunale a maggioranza leghista. Non ho mai conosciuto Consigli diversi, ma mi piace pensarli come luoghi in cui si discute, ci si confronta, si ha rispetto per l’istituzione: in una parola, si fa politica.

Il bilancio di questi cinque anni di Consiglio comunale non è affatto positivo. Ne abbiamo viste di tutti i colori: gente che mangia, mezza assemblea fuori a fumare o a chiacchierare, consiglieri che danno le spalle al pubblico (che a stento supera la decina di persone), attacchi personali, sfuriate del Sindaco e un livello incredibilmente basso della discussione. Dopo l’ira e il coinvolgimento dei primi tempi, mancando ogni canale di comunicazione condivisa, si passa allo sbigottimento verso prese di posizione incomprensibili (la mozione contro la moratoria della pena di morte) e poi al senso di impotenza e di frustrazione. Si fanno interventi sporadici, che cadono nel vuoto, non ottengono risposte precise, oppure vengono strumentalmente ribaltati in chiave nazionale, come se la Lega non avesse governato per 8 degli ultimi 10 anni. No, anche stasera apprendiamo che “se ci fosse un vero Governo leghista”, tutto sarebbe meraviglioso, non ci sarebbe più assistenzialismo, la Lombardia sarebbe migliore. Difficile credere a simili fandonie. O si sta al governo e ci si assume le responsabilità di ciò che NON si fa e non si è fatto (e di ciò che si è fatto, come la mattanza nei confronti della Scuola pubblica), oppure si sta all’opposizione. La Lega sta al governo e ci sta così bene da occupare poltrone con grande disinvoltura, come evidenzia anche un articolo apparso sulla “sinistrissima” Famiglia Cristiana. Scopriamo poi sempre stasera che la Lega “sostiene la meritocrazia”: infatti in Consiglio regionale siede il figlio di Bossi, noto per i suoi numerosi meriti, tra cui quello di ignorare dove si collochino nello scenario mondiale il Canada e l’Australia.

Ciò che rende sgomenti, in sedute come queste, è la capacità leghista di dire con disinvoltura cose aberranti senza nemmeno essere provocati. Si approvava questa sera il regolamento per l’accreditamento delle cooperative sociali presso le quali le famiglie dei disabili possono spendere i voucher assegnati dal Comune. Faccio notare che una frase – “il servizio […] è stato apprezzato dagli utenti, che hanno in questo modo avuto la possibilità di rendersi conto dell’investimento economico che l’Amministrazione fa per ogni utente disabile” – contenuta nella relazione è eufemisticamente fuori luogo: non si tratta di un investimento, ma di un diritto sancito dalla Costituzione (questa sconosciuta! Cfr. art. 3). Come mi viene risposto? Tento un sunto il più possibile vicino alla risposta letterale: in primo luogo, questa frase forse poco delicata è necessaria, perché, quando le famiglie vengono con “pretese” (sic) senza rendersi conto dei costi e si sentono rispondere “no”, si offendono o criticano, poiché il “no” non è capito. Certo, viene da dire, i soldi da sprecare in maniera dissennata nelle opere pubbliche per la vostra incapacità ci sono, ma per i disabili “niente sprechi”! Le loro famiglie e la loro pretesa di farli vivere come tutti gli altri bambini! Si scade nell’assistenzialismo: e che cos’è per l’assessora leghista l’assistenzialismo? Lo scopriamo poco dopo, in risposta ad un’altra richiesta: è una situazione di disagio non temporanea, dalla quale non si vuole uscire! Penso: “Perché i disabili non vogliono essere normali?” Subito dopo penso anche: “Se questo è essere normali, li capisco molto bene”. La spiegazione dell’assessora però continua e tenterò nuovamente di parafrasarla: ad esempio, non possono pretendere di fare gite di più giorni, diciamo più di due,  ad esempio una gita di quattro o cinque giorni, senza contribuire alle spese dell’assistente educatore, altrimenti il monte-ore previsto con i voucher viene consumato tutto in questa attività. L’ottica che sta dietro il voucher è quella di una consapevolezza dei costi che il comune sostiene per i disabili. Che si sappia bene quanto ci costano e quanto spendiamo per loro e per le loro pretese! Fondamentalmente, si tratta di sancire la loro inferiorità, dal momento che sono un costo per il comune, che in maniera magnanima mette loro a disposizione qualche briciola con i voucher. Non è nemmeno carità pelosa, ma è peggio: è confondere “il diritto con il favore”.

Sgomenti, chiniamo il capo e ci chiediamo, ancora una volta, come siamo potuti arrivare qui.

politica interna
1 febbraio 2011
PDL colognese, ovvero della libertà di cambiare idea sperando che nessuno se ne accorga
Dopo aver letto l'articolo del rappresentante del PDL in Consiglio comunale, Sergio Daleffe, sull'ultimo numero del notiziario comunale, mi sono posta alcuni quesiti sulla tenuta della mia memoria. Ricordavo, infatti, che contro la creazione di un polo logistico a Cascina Palazzo ci fosse anche Sergio Daleffe, poco più di due anni fa. In effetti, ricordavo bene.
Il ricorso al TAR contro il Comune per il cambio di destinazione d'uso relativo a Cascina Palazzo fu presentato da tutte le opposizioni nell'inverno 2008/2009: firmammo Andrea Carrara e io, Robert Carrara, Giampaolo Bonacina, Massimo Gustinelli, Giovanni Ghidoni e pure Sergio Daleffe.
Ora scopriamo che per il PDL, per Sergio Daleffe (articolo su Informacologno) e per Tino Resmini, la mancata realizzazione di un centro logistico a Cascina Palazzo sarebbe "un'occasione perduta". Al di là del malcontento evidente della cittadinanza per quest'opera (ricordiamo l'assemblea pubblica del novembre 2008), come si può cambiare idea dopo soli due anni e arrivare a giustificare lo spreco di un territorio già compromesso con l'acquisizione di 4 milioni di euro di oneri di urbanizzazione? E' possibile che il nostro territorio e che il paesaggio colognese debbano essere sempre ed esclusivamente visti come fonte di guadagno facile? Che cosa ce ne facciamo di 4 milioni di euro di oneri di urbanizzazione, se andiamo a compromettere ulteriormente la qualità ambientale del nostro paese?
POLITICA
5 gennaio 2011
Candidatura
Ho un progetto per Cologno e mi candido sindaco per realizzarlo.
Vi aspetto venerdì 21 gennaio, alle ore 21, presso l'auditorium delle scuole medie per presentarvelo.

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permalink | inviato da Antigone il 5/1/2011 alle 21:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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