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Antigone
Ogni città riceve la sua forma dal deserto a cui si oppone.
arte
30 maggio 2009
Satura tota nostra est (erat)
Sempre nel Consiglio comunale di giovedì sono stata accusata dall'assessore Bentoglio di non rispettare gli avversari politici per ciò che scrivevo (con Mars e Anna Voig) sul Bossicus. Niente da fare: è difficile che apprezzi la satira chi ha un punto di vista "assoluto" sul mondo. Per quanto mi riguarda, mi sono divertita tantissimo a scrivere i pezzi di Bossicus, in uno dei periodi politici più felici della mia esperienza amministrativa (i più divertenti: il test su "Che assessore sei?" sul Bossicus di settembre 2006, il numero speciale sul Sanremo colognese e il brano di Ludovica Arrosto sul Roberto Furioso nel novembre 2006, ma anche la campagna per l'adozione di Se Sani, sempre nel settembre 2006).
vita scolastica
9 dicembre 2008
Il latino "non serve": viva il latino!
"Dobbiamo conoscere e amare il nostro passato, contro la ferocia speculativa di chi non ama nulla, non rispetta nulla, non conosce nulla." P.P.P.

A maggio 2009 - se tutto va bene - finirò la silsis e mi abiliterò in tre classi di insegnamento: la A43 (lettere alle medie), la A50 (lettere alle superiori) e la A51 (lettere e latino nei licei). Fino a due settimane fa ero indecisa su dove collocare la maggior parte dei punti che acquisirò con l'abilitazione. Pensavo di investire sulle medie, nelle quali qui a Bergamo si lavora molto e si entra prima di ruolo. Poi, studiando attentamente le graduatorie, mi sono accorta che anche per la A51 ci sono buone possibilità lavorative. Dato che mi piacciono particolarmente la letteratura italiana e il latino, mi sono convinta a investire i miei punti direttamente sulla A51.
Qualche giorno fa ho scoperto però una cosa agghiacciante: del depauperamento della scuola messo in atto dalla Gelmini, una delle vittime illustri potrebbe essere (e con grandi probabilità sarà) proprio il latino. La ministra ha deciso di rimandare di un mese le iscrizioni dei ragazzi di terza media alle superiori (cosa che metterà in serie difficoltà le scuole e gli USP nella programmazione degli organici) perché prossimamente presenterà i nuovi quadri orari delle superiori, in cui i tagli regnano sovrani (le scuole non riusciranno così a presentare per tempo il pof del prossimo anno scolastico e le attuali guide distribuite ai ragazzi di terza per l'orientamento non hanno alcun valore: tutte le scuole dovranno rivedere la loro offerta formativa). Il monte ore degli istituti tecnici (e, se non ho inteso male, anche dei professionali) sarà ridotto da 36 a 32 ore, mentre per i licei non si dovranno superare le 30 ore (cosa semplice al biennio, ma più complicata al triennio). Quali materie verranno tagliate?
Due settimane fa in internet sono apparsi alcuni quadri orari, fotocopiati e scannerizzati, che pare circolassero al Ministero, nonostante la Gelmini li abbia formalmente smentiti. Analizzando la situazione dei licei, nel classico latino al ginnasio perde un'ora (da 5 a 4). Allo scientifico, udite udite, latino diventa una materia opzionale: i ragazzi dovranno scegliere tra latino e una seconda lingua straniera (chissà cosa sceglieranno mai?) e a questo insegnamento saranno dedicate solo 3 ore settimanali. Al sociopsicopedagogico latino perde un'ora ogni anno, ma almeno rimane, mentre scompare del tutto, senza alcuna giustificazione (come se la conoscenza del latino non aiutasse nella comprensione dell'evoluzione linguistica che ha portato al formarsi delle lingue moderne, romanze e non - si veda il caso dell'inglese), nel liceo linguistico.
Altra vittima illustre dei tagli è la filosofia, che in tutti i licei, ad eccezione del classico, viene ridotta da 3 a 2 ore settimanali.
Mi auguro che la ministra voglia rivedere queste scelte nei quadri orari ufficiali, che verranno resi noti a breve: i tagli sono del tutto incomprensibili e giustificati solo dal bisogno di far cassa, non concertati e nemmeno discussi. Il loro solo fine è quello di impoverire la formazione liceale italiana. Si sente spesso ripetere che il latino è una lingua morta e non serve. Eppure è proprio questa la chiave del sapere: esso non si può classificare in modo utilitaristico, non se ne può valutare la spendibilità in termini economici e di bilancio, eppure arricchisce l'immaginario più di quanto potranno mai fare soldi, www e pubbliche relazioni.

sentimenti
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permalink | inviato da Antigone il 17/8/2008 alle 11:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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Chiara Drago

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